|
Don Minzoni prima
di partire per la zona di guerra, scriveva il suo testamento,
venuto in mano dei suoi famigliari il giorno dopo la sua morte.
Non è possibile
senza una profonda, intensa commozione, leggere il nobile
documento che è prova, ancora una volta, del grande e generoso
spirito di apostolato e zelo sacerdotale, dell'ardore patriottico
del compianto Arciprete.
Testamento
olografo di me D. Giovanni Minzoni fu Pietro nato in Ravenna
nell'anno 1885 e residente in Argenta.
Alla vigilia
della mia andata alle armi, nel pieno possesso delle facoltà
mentali, così dispongo delle poche sostanze che Iddio e la mia
previdenza mi consentono di disporre.
Umile ma
convinto Sacerdote della Chiesa Cattolica di Cristo, mi professo
profondamente ortodosso al suo dogma e alla sua Sacra Tradizione
secolare, e se nel corso della mia vita sacerdotale avessi potuto,
per debolezza umana, mancare al mio dolore, ne dimando perdono in
prima a Dio, poi agli uomini ed in particolare ai miei cari
Argentani, presso i quali ho da anni esplicato le mie energie e
missione sacerdotale.
Alla mia cara
mamma ed ai miei amati fratelli chiedo venia se delle mie povere
sostanze lascio tutto in favore di quella Idea e Missione alla
quale avevo votata tutta la mia vita: così sarò stato sacerdote
non solo in vita ma anche in morte.
Ad essi lascio
il mio grande affetto, tesoro ben superiore ad ogni valore umano,
e la promessa che pregherò nella presente e nella vita futura per
averli meco in quella patria celeste a cui spero Iddio mi chiamerà.
Se dovessi
morire in questo tempo di lotte e di riscossa nazionale, prego
Iddio che mi faccia morire compiendo fino all'ultimo il mio dovere
di sacerdote e di italiano, felice di chiudere il mio periodo di
vita in un sacrificio supremo.
Se morrò, e
Dio voglia che questo avvenga sul campo dell'onore, dopo avere
invocato i nomi divini di Gesù e di Maria, avrò un pensiero per
i miei cari, per il mio popolo, ed in modo particolare per la
Gioventù Argentana che tanto ho amato e per la quale ho lavorato
con le mie migliori energie nella viva speranza di vederla sciolta
da ogni vincolo di scetticismo e di sensualismo, perché solo
nella piena liberta da ogni basso istinto, l'ho sognata bella e
nobile.
Terminò
questo breve testamento, alla vigilia di un distacco profondamente
sentito, col rivolgere a Dio la preghiera che feci nel giorno
della mia prima messa: " Signore, fa che io sia tuo degno
Sacerdote non solo all'Altare; ma nella vita e nel sacrificio di
me stesso. Sempre "!
Argenta, 25 luglio 1916
Don Giovanni Minzoni.
|